venerdì 29 aprile 2011

ANDREA CERQUA A SARDINIA

Conchiglie, luna e mare: questi i primi elementi della pittura di Andrea Cerqua in cui mi imbatto, e mi sembra che non ci sia land più adatta di Sardinia per ospitare la sua mostra. Ma sbagliereste a pensare paesaggisticamente: i quadri di Andrea sono innanzitutto paesaggi della mente. Le sue opere  più riuscite non sono nature morte, ma materia viva, mistero palpitante in colori ora decisi e pieni, ora sfumati e sfuggenti. Conchiglie e luna diventano simboli, manifesti ed ermetici ad un tempo. La mente non può rifiutare i suoi pensieri, sembra dirci,  ma può lasciarli scorrere via come le piccole onde cristalline sulla rena di sabbia fine...
Così, Trasmutazione diventa celebrazione della Mente, superiorità dell’Intelletto. Il suo simbolismo si allarga a Pensieri Impuri, ma diventa sensualità materica solo in Danza d’oblio e Osiride, dove la forza vitale emerge sfacciata come la dea madre nascosta dietro la collina...
Diventa surrealismo in Sponde d’Ombra e Verso l’Ignoto, dove i colori cominciano a rivelare l’ambivalenza dell’esistenza umana e l’ambiguità del Pensiero.
Un recupero dell’energia istintuale e primitiva ce lo regalano Appunti di viaggio: Cavalli e Ghepardo, con una tecnica progressivamente meno rarefatta ed evocativa di sabbia e terra e sudore, come Tensione Tellurica, dove la sofferenza della nuova nascita è completamente maschia.
Solo le Barche allora sembrano promettere il ritorno alla pace della Terra Promessa...




ANDREA CERQUA, PITTORE, INCISORE
Sito internet: http://www.andreacerqua.com
Indirizzo email: art.studio@live.it
Facebook: http://it-it.facebook.com/pages/Andrea-Cerqua/110457155676100


Presentazione dell'Artista

Passione, sofferenza, paura, angoscia, fragilita' piovono sul pentagramma della vita, si sciolgono sulla tela dell'anima. Emozioni silenziose, urlanti, accese, sgorganti. Questo e' il microcosmo dell'artista o piu' semplicemente di un uomo in possesso di quella chiave di lettura sconosciuta ai piu', capace di fondere materia e metafisica. La scoperta di quel mondo a meta' tra sensibile e percettibile dove vige la regola di integrare gli opposti usando la concretezza e la limitatezza delle forme per dirigersi "verso l'ignoto". L'inquietudine e il disagio di vivere una quotidianita' che intrappola la tensione verso l'epicentro del proprio battito. Lo squilibrio necessario alla creazione, la criptica amalgama dei colori, codice di un messaggio che non deve essere rivelato ma lasciato scivolare e fruito secondo la sensibilita' individuale. Il naufragio necessario alla rinascita, quello che appartiene ad ognuno di noi ma che spesso non riusciamo ad imprimere sulla tela della nostra vita. Tutto cio' che a molti appare come disordine, altro non e' che l'ordine di un sentire piu' elevato.
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Biografia
 

Andrea Cerqua nasce a Roma nel 1967 dove vive e lavora e dove ha iniziato la sua "avventura" con l'Arte. Dopo aver portato a termine la maturita' scientifica si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Roma, con una breve parentesi in quella di Carrara, sezione Pittura, dove incomincia a perfezionare la sua tecnica che fino ad allora era stata solo frutto di un'accurata passione. Consegue il diploma di laurea nel 1991. Nel 1992 riceve l'Attestato dalla Regione Lazio in decorazione pittorica presso la Scuola d'Arte I.A.L.CISL di Roma. Dal 1991 al 1993 frequenta diversi studi di maestri di pittura tra i quali: 1991 presso lo studio di Bruno D'Arcevia. 1992 lavora nell'equipe di Gianni Pagliaccia come decoratore Pittorico. 1993 lavora presso lo studio del pittore Vincenzo Balsamo. A partire da quel momento l'artista ha intrapreso una ricerca intensissima, fatta di numerose esposizioni, tenutesi a Roma e in altre citta'.

Mo Werefox
SL Crazy Press Reporter

lunedì 11 aprile 2011

UWA 3D Open Art Challenge Marzo 2011: intervista a Gleman Jun

Capita a tutti di entrare in Second Life e rimanere attratti dalla bellezza delle immagine che fanno da padrone in questo metaverso. Ed è proprio in questo mondo che molte persone sviluppano o sperimentano alcune forme di arte.
La mia curiosità, momentaneamente, si è soffermata, per l'appunto, sull’arte visiva; attratto dall’interessantissima mostra organizzata dalla UWA (una delle principali università di ricerca in Australia e ha una reputazione internazionale di eccellenza e innovazione, tanto da creare un ponte comune fra la real life e la second life).
Una manifestazione che ha mostrato un fenomeno interessante: la scarsa presenza di opere non scriptate da parte dei concorrenti.
La stessa UWA temeva infatti che le opere con script avrebbero potuto dominare la competizione, con la convinzione che potessero oscurare la più sottile forma d’arte presente in ogni lavoro.  
Vi propongo qui di seguito una piacevole intervista con Gleman Jun: vincitore del concorso “UWA 3D Open Art Challenge” del mese di Marzo.

K.S.:Vincitore dell’UWA 3D challenge. Cosa rappresenta per te la tua opera "The fragility of the soul is not a defect"?
Gleman: In una società sempre più virtuale che corre, spinge e lotta per il potere diventando cacciatore e cannibale del più debole, la fragilità è in realtà la molla che ci aiuta a crescere e a migliorarci. La fragilità non è una sventura, una calamità da nascondere e da soffocare, ma la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino. Il fragile è l'uomo per eccellenza, perché considera gli altri suoi pari e non potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende.

K.S.:Da cosa è stato influenzato maggiormente il tuo percorso artistico che ti ha portato a realizzare quest'opera? E quali sono state le tue fonti d'ispirazione?
Gleman: Tendo a rimanere colpito dalle immagini. Mi basta solo un istante e mi perdo nei pixel dell’espressione immaginaria ed immaginata del senso di quello che percepisco dalla visione. E’ stato lo stesso per “"The fragility of the soul is not a defect".

K.S.: Puoi spiegarci la differenza sostanziale nel realizzare un'opera priva di script?
Gleman: Il concorso non richiede obbligatoriamente il non utilizzo di script ma premia la capacità di coinvolgere tramite una dinamica immaginata e non imposta. Niente è statico in RL: gli atomi e molecole, l’effetto della gravità, il movimento della nostra galassia che fluttua nell’universo, il tempo. Queste cose mancano  nel mondo virtuale. Paradossalmente io vedo la “materia virtuale” come un elemento statico e compenso questa “mancanza di realtà” con gli script. In questo caso lo script è semplicemente chi osserva il mio lavoro…

K.S.:Il concorso definisce la tua opera fra le "captivating works" (opere accattivanti). Perchè? Cosa e in che modo vuoi trasmettere all'osservatore il significato della tuo lavoro?
Gleman: L’opera è composta da due parti fondamentali: la creazione e l’interpretazione. L’artista crea, l’osservatore completa. http://glemanjun.blogspot.com/2010/07/art-is.html 

K.S.:Prossimi progetti, mostre, lavori?
Gleman: Creare…

Ringraziando Gleman Jun per la sua preziosa disponibilità, continuo il mio percorso nel curioso mondo di SL in cerca di nuove interessanti iniziative.

Kain Sibilant
SL Crazy Reporter

Maddomxc Umino a Città Ideale


A Citta’ Ideale si è aperta la sera del 10 aprile la mostra "Mutazioni del tempo, quando la CLASSICITA' diventa ...... "CONTEMPORANEITA' " di Maddomxc Umino. L'approccio estetico dell'autore è chiaro, forse anche troppo, poiché Maddomxc gioca a carte (quasi) scoperte dichiarando i propri intenti senza ambiguità o sottintesi: egli destruttura celebri capolavori artistici o stereotipi storico-culturali, tutti appartenenti al nostro immaginario collettivo, senza tuttavia dare un significato all'operazione che vada oltre l'operazione stessa.

Il gioco è serio, perché presuppone curiosità intellettuale, acutezza di analisi e capacità di sintesi, ma si limita a farci vedere cosa c'è "dentro" l'opera d'arte o "dietro" di essa, senza però metterne a nudo - e probabilmente senza nemmeno volerlo fare - i meccanismi segreti e le dinamiche comunicative che fanno da tramite tra autore e fruitore. In altre parole l'Autore smonta il giocattolo senza rimontarlo o svelarne il funzionamento, ma lasciando i pezzi sospesi in un limbo a metà strada tra fisicità e metafisicità, tra illusione e sogno, tra comprensione ed incomunicabilità, non solo lasciando aperti tutti gli interrogativi propri dei canoni dell'arte, ma aprendone altri in molteplici nuovi piani di lettura. Spetta pertanto agli osservatori, attratti e nel contempo spiazzati dal paradossale rovesciamento di prospettiva, ricomporre il puzzle psicologico attribuendo ad esso ciascuno il proprio valore ed il personale significato: cosa ovviamente del tutto lecita, se non auspicabile, nell'interpretazione di qualsivoglia linguaggio estetico, pur con il rischio (calcolato?) di travisare o - peggio ancora - banalizzare le intenzioni dell'artista.


La mostra, peraltro, è di indubbia suggestione, e le opere sono ben realizzate ed sapientemente presentate. Abbiamo ammirato un Mosè che fuoriesce dal suo blocco di marmo (quasi prendendosi gioco delle intuizioni michelangiolesche); ci siamo stupiti davanti ad un Cristo strappato alla stupefacente prospettiva mantegnana (ma forse con l'ardente desiderio di ritornarci);



ci siamo incuriositi di fronte alla (innocua)"esplosione" di un'onirica visione di De Chirico; ci ha interessato penetrare nelle cerebrali costruzioni matissiane (ma non sono cadute le bende che oscurano lo sguardo);




ci ha fatto tenerezza l'omino del celebre urlo di Munch (decontestualizzato e solo soletto al centro della piazza sembrava più spaesato che angosciato), abbiamo esorcizzato le nostre inquietudini al cospetto di un'apocalittica visione di distruzioni post-moderne.




Tutto sommato una mostra interessante e da non perdere, in quanto emblematica delle infinite ed insolite possibilità di espressione artistica nel metaverso.
http://slurl.com/secondlife/Ideal%20City/254/128/28metaverso. Pinovit Pinion


Riportiamo di seguito un'intervista all'autore realizzata da Marjorie Fargis:

Marjorie Fargis: innanzitutto chi è maddomxc?

maddomxc Umino: uno dei tanti che per passare un po di tempo entra in sl e che in rl fa altre cose ma non le opere d'arte

Marjorie Fargis: quindi in rl non crei nulla a livello artistico?

maddomxc Umino: no, mi piace l'arte ma non ho questo dono con gli strumenti tradizionali degli artisti, mentre qui al contario la tecnologia mi ha aiutato

Marjorie Fargis: comunque quello che hai fatto richiede una certa abilità grafica, la hai imparata prima o dopo SL?

maddomxc Umino: più tecnica che grafica: il 3d dopo sl, altre cose ovvimanente prima; alla fine le opere sono cambiate in base alla mia visione ma in fondo rimangono sempre loro

Marjorie Fargis: cosa pensi delle tue opere? hai creato qualcosa di nuovo? hai usato nuove tecniche?

maddomxc Umino: le tecniche nuove sono la possibilità in sl di rendere fisica un opera estraendo un particolare da un quadro, ad esempio emblematico può essre l'urlo di munch, in cui l'uomo è fuori dal quadro e non sa come rientrare... forse urla per questo. In generale queste opere mantenengono tutta la forza espressiva degli autori con qualche suggestione che ognuno può trovare; le vere opere d'arte sono quele originali sulle quali ho lavorato

Marjorie Fargis: dimmi, come le hai scelte?

maddomxc Umino: con due criteri: quelle che mi paicciono e quelle che consentono la manipolazione in 3d

Marjorie Fargis: cosa vuoi comunicare con queste realizzazioni?

maddomxc Umino: è stato un piacere per me farle, vorrei che chi le vede trovasse il loro significato e avesse piacere ed emozione, ovviamente nei limiti di sl; non c'è né un mesaggio e nemmeno un filo logico