lunedì 13 febbraio 2012
Tribute to Igor Ballyhoo
giovedì 2 febbraio 2012
NONSOLOFOTO
Si aprirà mercoledì 8 febbraio nella magnifica ambientazione grunge di Alaska una mostra di Tani Thor, artista italiana che da diversi anni si occupa di arte in Second Life, prima come gallerista insieme con Aloisio Congrejo, poi come artista 3D. Di recente si è dedicata alla fotografia, tema su cui si incentra l'attuale esposizione.
Ma si tratta di quadri o di fotografie? La domanda inevitabilmente affiora alla mente osservando le creazioni di Tani. Sono forse foto di quadri, o quadri di foto, o foto di quadri raffiguranti fotografie di quadri? Forse non esiste una risposta o non è dato conoscerla, ma è stimolante immergersi in un gioco di rimandi e di allusioni ammiccanti e maliziose come i finti (?) riflessi dell'obiettivo che spesso compaiono nelle sue opere, quasi a sollecitare riflessioni ed a sollevare interrogativi che vanno al di là della semplice fruizione estetica.

E' un circolo vizioso-ma-non-troppo che nasce e si autoalimenta proprio in SL, dove la differenza tra foto e quadro è incerta ed ambigua ancor piu' che nella fotografia reale, in cui pur le diversità sono andate sfumando con l'avvento del digitale. E' lecito porsi una domanda del genere, o si tratta solo di un esercizio intellettuale? In RL una foto rappresenta la realtà, sia pur filtrata dalla personale interpretazione dell'artista e dal creativo lavoro di post-produzione, ma nel metaverso anche l'oggetto rappresentato non è altro che una raffigurazione virtuale di una realtà che sembra a sua volta allontanarsi in un labirinto di prospettive psicologiche, per ripresentarsi come emozione a livello percettivo.
Interrogata da me in proposito, Tani asserisce che le sue opere non sono né foto né quadri, ma semplicemente scatti fatti in SL e manipolati un po' con Photoshop."I quadri e le foto" - dice - "sono un'altra cosa. Vanno fatti con tecnica. Io uso il mio istinto e il mio gusto personale". Cose che non le fanno difetto, aggiungo io, e che lei riesce a pilotare con perizia e sensibilità talmente raffinate che i lavori esposti sembrano il risultato di un lungo lavoro di cesello e non frutto di impulsi e sensazioni "di pancia", secondo la sua stessa definizione.
Le sue creazioni "sanno" di potersi prestare a diversi livelli di lettura, e - rinunciando a qualsiasi classificazione univoca - si mettono in gioco con la loro controllata libertà espressiva, mutuando stilemi propri dell'arte figurativa nel taglio fotografico a loro impresso dall'Autrice, e viceversa adoperando tecniche fotografiche nell'approccio pittorico della rappresentazione. Esse non aspirano ad un'improbabile ed asettica perfezione formale, ma cercano la contaminazione di generi e filosofie estetiche diverse, preferendo l'accorato dubbio alla fredda certezza e lodevolmente "sporcandosi" di emozioni e varia umanità. Significativo è l'uso insistito del "flou" e del controluce, effetti presenti in quasi tutti i quadri e destinati a filtrare la visione delle cose mediante la grande sensibilità dell'Autrice, intrisa di malinconiche suggestioni e poetiche illuminazioni.

La composizione delle opere, d'altra parte, non è mai banale né scontata, anche quando si tratta di soggetti già protagonisti di innumerevoli rappresentazioni; gli accostamenti, qui, sono singolari e sottilmente simbolici: i paesaggi raccontano vicende sospese nel magico limbo dei sogni, mentre oggetti ed animali vivono gli eterni attimi dell'emozione, in bilico tra detto e non detto, sospesi tra suggerito e svelato, sorpresi tra buio e luce.
Ed ecco un volo di gabbiani che, pur immobili come stelle, tracciano nuovi immaginifici versi nella poesia del cielo; ecco un pappagallo che, incurante di tutti i deja-vu della memoria, ripete sommessamente oscure parole di oblìo; ecco una barca preda di onde luminose che ne impediscono la partenza e la fine; ecco il precario equilibrio di un clown disarticolato come le sofferenze da esorcizzare; ecco due fanali che interrogano il buio ricevendo misteriose risposte; ecco sagome di edifici nell'ombra della nebbia e nell'oro del sole, orologi senza tempo di albe e tramonti nel ciclo perenne della vita e del sogno.
Di ben altra natura due installazioni tridimensionali che fanno dell'immersività la propria cifra estetica: gioco interattivo... sì; intelligente ironia... anche; puro divertissement... perché no? Ma il tutto è concepito e realizzato senza pomposi intellettualismi di maniera, nella ricerca, piuttosto, di connotazioni "semplicemente" estetiche. Come dire: sono belle, e basta, senza dietrologie o sottintesi che non siano l'evidente segnale che si può fare arte in tanti modi, ovvero pensando, studiando e diversificando senza mai sacrificare la creatività.
Ho chiesto a Tani chiarimenti su come lei viva questo contrasto tra tridimensionalità e superficie piana. Mi ha risposto che nella fotografia è più libera, mentre nel 3D deve sottostare comunque alle regole della Linden. Non usa sculpted o mesh, tiene a sottolineare, ma solo gli strumenti di SL. "E questo in effetti a volte limita", soggiunge. Sarà...Completano la mostra due singolari presentazioni di slides raffiguranti chimeriche creature con il volto di avatar (qualcuno è proprio il suo) e il corpo "reale". Tani le chiama "mondi mischiati". E' un assemblaggio che simbolicamente rimanda alle schizofreniche inquietudini di noi abitanti del metaverso ed alle motivazioni di fondo della sua opera, tesa a suggellare inopinati incontri tra mondi e realtà diverse, e tra linguaggi e temi a volte contraddittori ma sempre rispondenti a criteri di rigorosa coerenza intellettuale e indubbia valenza estetica.
"Io non sono un'artista, io gioco!" si schermisce Tani Thor.Giochi bene, Tani, e l'arte è il più sublime dei giochi!
Pinovit Pinion
mercoledì 17 agosto 2011
User, gallery manager and “3D painter”: a 360° wide passion for the Art
We delve into Aloisio Congrejo knowledge, co-autor of last exhibition B&W&C (Black and White & Color) unveiled on August 13th here http://slurl.com/secondlife/Star%20Night/14/72/2547
already described in this post#. Aloisio is part of that artists-non-artists category, those who don’t take themself too seriously and are aware to be in some ways “playing” and “experimenting” in SecondLife. From his profile #: .I do not think of myself as an 'artist' and certainly don't consider myself an 'inventor' of anything groundbreaking, I create art simply for the the pleasure of creating. This means that he is wearing at least 3 “shoes”: passionate user, mentor and talent scout and creative author himself. “Born in SL” in the beginning of 2007, he began with Saturnia land, and after he and his partner Tani Thor are managing “Tanalois” a sim entirely devoted to the art. He is actually working as a Gallery Manager in real life.
Here some useful links:
- The common blog for the land managed with Tani Thor http://tanalois.blogspot.com/
- An excerpt from a recent post on the usage of machinima for having exhibition memories: #http://slartsparks.blogspot.com/
- From Aliza Karu blog: http://alizakarusl.blogspot.com/2010/05/3-ricerca-larte-in-second-life.html
- The first exhibition in “Porto Cervo” sponsored by volando amat http://portocervo-sl.blogspot.com/2008/09/aloisio-congrejo-io-creativo-per.html
- The “Magic Wand” of aloisio congrejo http://sarimagiha.wordpress.com/2010/12/11/la-bacchetta-magica-di-aloisio-congrejo/
- “Wishes from metaverse” http://museiincomuneroma.wordpress.com/2009/12/24/auguri-dal-metaverso/
- Exhibition in “True Milan” (Milano Vera) http://www.mysecondlife.it/aloisio-congrejo-espone-a-milano-vera-in-second-life-0703.html
To have a visual catalogue of latest installation here some videos:
It is also interesting to explore his first works currently exhibited in a 3 store cube here: http://slurl.com/secondlife/Enchantress/159/224/2003
His works are often immersive and interactive: paintings are “animated” whe somebody goes enough close to stare at them.
Don’t use the camera for touring, but try to live them walking inside or close to them. Even though during his latest interview he told me that he is prefering B&W to colour, his first works are often colore, such as the very first: “Miles Davis” and this creates a kind of contrast with following “engine- and geometric-” works.
You can compare this with the atmospheres a bit dark from latest B&W&C exhibition. In the latter you can feel the sense of “Oppression” carried over from previous events. During the interview Aloisio told me almost pridly that the perception of who is experimenting the works can be very strong: some visitors seeing all those faces staring at them had to teleport away after less than one minute to avoid distress and anguish.
The style used needs a mention. Aloisio is NOT using sculpted but just simple prims and a very sparing use of scripts, mainly used to make some effects or to animate textures.
Unluckily he cannot show all of his works due to lack of prims (each “head” you see in the images costs around 20 prims). Probably remaking them in sculpted he can optimize, but even better he should transfer these works to some OpenSim grids where prims are not a problem at all.
Salahzar Stenvaag
Fruitore, gallerista e “pittore 3D”: una passione per l’arte a 360°
- Il blog della sim in comune con Tani Thor http://tanalois.blogspot.com/
- L’uso dei machinima per ricordare le proprie mostre: #http://slartsparks.blogspot.com/
- Dal blog di Aliza Karu: http://alizakarusl.blogspot.com/2010/05/3-ricerca-larte-in-second-life.html
- La prima esposizione a porto cervo da volando amat http://portocervo-sl.blogspot.com/2008/09/aloisio-congrejo-io-creativo-per.html
- la bacchetta magica di aloisio congrejo http://sarimagiha.wordpress.com/2010/12/11/la-bacchetta-magica-di-aloisio-congrejo/
- Auguri dal metaverso http://museiincomuneroma.wordpress.com/2009/12/24/auguri-dal-metaverso/
- http://www.mysecondlife.it/aloisio-congrejo-espone-a-milano-vera-in-second-life-0703.html
martedì 16 agosto 2011
“piove nel mio giardino
ma gli orizzonti sono
una piccola luce...”
"Il signor Van Beethoven va per un suo percorso, ed è un percorso tetro, eccentrico e faticoso definibile in una sola parola: imparare. imparare, e nient'altro che imparare, ma non c’è neanche un po’ di natura o di melodia. E, dopo tutto, non è che un imparare rozzo e non digerito, senza metodo o accordo, dopo una ricerca di modulazioni curioso, una ricerca di progressioni ordinaria, colmo di difficoltà, fino a quando tutto il piacere e la pazienza si perdono. "
"Per cominciare, continuate a chiamarla arte, ma io non ho mai detto che lo sia. Io parlo attraverso le mie opere. Lascio segni intorno a me per la gente che è in grado di leggerli. Mi succede che un giorno incontro qualcosa sulla strada che mi provoca a costruire qualcosa, in altri giorni semplicemente sogno, un altro ancora qualcuno dice una parola e questo mi ispira una costruzione totalmente nuova”
“raining in my garden
On August 2nd, It just opened the new “official” Igor Ballyhoo installation, in the sky at 3000 m height above the renowned SnowCrash area.
I feel a bit dark
but the horizons are
little light”
venerdì 12 agosto 2011
B&W&C by Daco Monday e Aloisio Congrejo
martedì 19 luglio 2011
SENZA REGOLE...
All rules disrupted… The CHESS REVOLUTIONdi Shellina Winkler e Mistero Hifeng
http://maps.secondlife.com/secondlife/Imparafacile/93/75/1252
In questa mostra Mistero ritrae la scacchiera e le pedine trasfigurandole in una sorta di surreale dimensione onirica, permeata di inquietanti suggestioni quasi psicanalitiche.
Il messaggio artistico di Shellina, da lei - come suo solito - celato nemmeno tanto velatamente nel titolo dell'opera - è la volontà, se non addirittura la necessità estetica e morale, di rompere gli schemi precostituiti ed infrangere le opprimenti imposizioni del vivere comune. Ebbene, quale metafora migliore della scacchiera per simboleggiare le regole con cui l'umanità ha imprigionato se stessa in un rigido ed autoreferenziale cerimoniale?
Di scacchiere, Shellina ne crea addirittura due. La prima, in piano, ne subisce in pieno la ribelle insofferenza: la forza del pensiero, vivificata dall'ispirazione artistica, riesce a sconvolgere le monotone geometrie euclidee e – di conseguenza - le scontate convenzioni sociali e culturali. La scacchiera risulta così distorta nei suoi tratti strutturali ed alterata nei suoi presupposti logici. I quadrati bianchi e neri, privati della loro conseguenzialità preordinata, si incurvano, si flettono, si intrecciano nella tormentosa ed improbabile ricerca di nuovi equilibri; così, in una sorta di rivisitazione post-moderna e digitale della optical art, ciò che è statico diventa dinamico, ciò che è fisso diviene mutevole, e ciò che è certo diventa illusorio, ricordandoci che l'arte è come la natura, insofferente a classificazioni e rigidi schematismi.
Ma c'è un'altra scacchiera, verticale e perpendicolare alla prima. Una scacchiera in una posizione, quindi, innaturale e non consona alla sua funzione. Una scacchiera "impossibile". Ma, paradossalmente, proprio su di questa gli scacchi "prigionieri" continuano a muoversi meccanicamente, autonomamente, schiavi ancora delle regole del gioco; un gioco assurdo ed impossibile, un gioco che invece è stato fatale per gli scacchi ribelli che hanno osato trasgredire ed hanno pagato a caro prezzo la loro voglia di libertà.
Un'installazione, insomma, imponente e ricca di simboli e significati, intelligentemente concepita e magistralmente realizzata. Da vedere e - soprattutto - da vivere.Pinovit Pinion
Ringrazio Pauline Tunwarm che mi ha fornito qualcuna delle foto che ho pubblicato. Anche lei ha parlato dell'evento sul suo bello e poetico blog. Vi consiglio una visita:
http://overdreamsland.wordpress.com/2011/07/19/the-chess-revolution/









